Lunedì, 08 Marzo 2021

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GRIDATELO DAI TETTI

Quello che io vi dico nelle tenebre”Quello che vi dico nelle tenebre,ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio gridatelo dai tetti”

Io sono stato sempre impressionato da queste parole di Gesù. E, dopo 2000 anni guardo ai tetti delle nostre case con tante antenne, terrestri e satellitari. che inviano e ricevono messaggi di ogni tipo e mi sembra di capire che quelle parole di Gesù vogliano dire che oggi dobbiamo trasmettere il Vangelo e annunciare la Parola di Gesù nel nostro mondo anche con tutti i mezzi che il progresso mette a nostra disposizione. E bisogna convincersi che, per quanto ci è possibile, occorre “aggiornarci” e che oggi non possiamo essere cristiani solo dentro di noi, in chiesa e in casa nostra: bisogna fare qualcosa di più.
Gesù, fin da principio mandò gli apostoli e i discepoli e affidò ad essi la trasmissione della sua Parola. Il Vangelo si diffuse nel mondo e noi abbiamo Fede in Gesù perché tanti nel corso dei secoli hanno ascoltato quella parola, “Andate …”
E sono andati, hanno parlato, hanno scritto, si sono dati da fare, e hanno usato i “mezzi” che offriva il loro tempo per diffondere il Vangelo.
Io, per questo, cinquant’anni fa non solo pensai a F.P. ma in seguito diversi anni fa, (non ne ho mai scritto) insieme a Franco Fini, Giorgio Cappellini a e qualche altro amico che non ricordo bene , tentai di realizzare una “Radio locale della nostra Parrocchia e furono fatte anche delle prove,con esito positivo. Poi, dopo aver visitato la sede di “Radio Val d’Era” a Selvatelle, e dopo aver avuto tutte le informazioni sui costi e gli impegni a livello di persone, questa idea ci sembrò un’impresa tropo grande e impegnativa, per cui facemmo bene a non farne di niente! In conclusione che cosa voglio dire? Voglio dire che ognuno di noi, deve sentirsi chiamato da Gesù a impegnarsi a far conoscere il Vangelo con tutti i modi possibili. Sono convinto che questo vogliono dire quelle parole di Gesù: “Quello che ascoltate all'orecchio gridatelo dai tetti”

COME STA “FAMIGLIA PARRCCHIALE”?
Arrivata a cinquant’anni, è lecito farsi questa domanda: “Come sta in salute un “sussidio” parrocchiale come “questo”, comincia ad avere la sua bella età, un’età che potrebbe essere anche “critica” e trovarsi in qualche difficoltà. La risposta a questa domanda la potrebbero dare i suoi Lettori, ma poiché essi, di solito non si esprimono a parole ma in altri modi. Io che ne sono l’ “inventore” e il principale “autore”, mi provo a dare, più che una risposta, le “mie impressioni”..

Da come FAMIGLIA PARROCCHIALE è ricercata e letta da coloro che vengono in chiesa, mi sembra che stia abbastanza bene. – Se invece penso e considero le “finalità o gli scopi” per cui, fin dall’inizio, e poi negli anni io mi sono impegnato e ho faticato per la sua vita e alla sua realizzazione, allora non mi sembra che tutto vada bene come vorrei. Ora F.P. mi sembra “una voce” che non arriva più “lontano” dove arrivava in altri tempi. - Nonostante tutto, è giusto riconoscere che essa è “una realtà” che si presenta bene e che ha il suo valore - F.P. è nata come “collegamento” tra il Parroco e i Fedeli; per contribuire a una specie di “piccola evangelizzazione”, affrontando e trattando problemi della Chiesa, la parola del Papa, e, in modo particolare i problemi più vivi della Parrocchia e anche del Paese.
Naturalmente, come ho detto altre volte, tutto questo, lo fa con grande umiltà, con tanti limiti, e senza pretese, data la “piccolezza” di questo “Sussidio”. Ma tutto questo non doveva essere e non deve essere solo per quelli che vengono in chiesa”, ma anche, e specialmente per coloro che “non possono” o “non vengono, perché non vengono” - Le cause per cui tutti questi scopi non vengono raggiunti, sono queste:
1) Rispetto a qualche anno fa, e più in questo tempo. Sono la diminuite delle persone “che vengono in chiesa”. - 2) E perché ho l’impressione che siano diminuite anche le persone che portavano F.P. a qualche parente e a qualche famiglia vicina.
Per questo temo che oggi FAMIGLIA PARROCCHIALE. non sia più come dovrebbe essere: Una VOCE” che arriva lontano nella parrocchia. E questo sarebbe un vero danno.
Sarà così? Vorrei sperare di no, ma allora si spiegherebbe male il perché qualche anno fa se ne distribuivano 160/170 copie e ora solo 110/120. – Secondo me tutto questo dipende dalle stesse cause:
a) perché FAMIGLIA PARROCCHIALE “SI PRENDE” IN CHIESA, e la chiesa è meno frequentata
b) perché coloro che vengono in chiesa non si preoccupano più come prima di portarla fuori di chiesa,nelle famiglie, ai vicini e agli amici che non vengono in chiesa.
*** Questa mia “una piccola analisi”: èd è sincera e “spassionata”: Vorrei non fosse del tutto vera:
VOI CHE SIETE “I LETTORI”, potete far sì che non sia vera, portando F.P. di più in famiglia: qualcuno la leggerà e agli amici e ai vicini, dicendo, magari: “Te la manda don Secondo”.

Fonte: Famiglia Parrocchiale Nr. 2593

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