Martedì, 17 Settembre 2019

Video della Parrocchia

50 Anni Insieme

Castelnuovo festeggia don Secondo

Visite dal 1 Sett. 2018

00101934
OggiOggi170
IeriIeri300
Nella settimanaNella settimana470
Nel meseNel mese4908
TuttoTutto101934
Il Tuo Indirizzo IP è 35Dot173Dot47Dot43
UNITED STATES
US
Ospiti 38
Impostato nuovo primoaccesso

Contatore Accessi

Benvenuto!!
Hai visitato questo sito web volte
con inrizzo IP
. . .
Primo  accesso: 17/09/2019 13:18:54
Ultimo accesso: 17/09/2019 13:18:54

Cerca negli articoli

Indifferenza, egoismo e mondanità: le malattie del mondo d’oggi

PapaFrancesco

Indifferenza, egoismo e mondanità: le malattie del mondo d'oggi.

Commentando la parabola di Lazzaro ed il ricco Epulone, contenuta nel Vangelo di Luca, Papa Francesco, durante la propria omelia, ha sottolineato come questo brano evangelico non solo ci aiuti a “capire cosa vuol dire amare“, ma soprattutto ci insegna “ad evitare alcuni rischi“.

Quali sono questi rischi? Il primo, ha detto il Papa, è quello di rimanere contagiati dalla stessa malattia del ricco, ovvero la “forte cecità“. Il ricco della parabola, “in realtà, non fa del male a nessuno, non si dice che è cattivo“, ha infatti spiegato Bergoglio, ma ciò nonostante è malato: ha una malattia addirittura “più grande di quella di Lazzaro, che pure era «coperto di piaghe»“.

 

Egli è così cieco che “non riesce a guardare al di là del suo mondo, fatto di banchetti e bei vestiti“, e prova di questa ciecità dell’anima è che “non vede oltre la porta di casa sua, dove giace Lazzaro, perché non gli interessa quello che succede fuori“. Questo ricco, dunque, “non vede con gli occhi perché non sente col cuore” ed è questo il primo e più grande rischio che corre il cristiano, quello di lasciare entrare nel suo cuore “la mondanità che anestetizza l’anima“.

“La mondanità è come un “buco nero” che ingoia il bene – ha spiegato il Vescovo di Roma – che spegne l’amore, perché fagocita tutto nel proprio io. Allora si vedono solo le apparenze e non ci si accorge degli altri, perché si diventa indifferenti a tutto. Chi soffre questa grave cecità assume spesso comportamenti “strabici”: guarda con riverenza le persone famose, di alto rango, ammirate dal mondo, e distoglie lo sguardo dai tanti Lazzaro di oggi, dai poveri e dai sofferenti che sono i prediletti del Signore“.

Tuttavia, con questa parabola, oggi Gesù ci ricorda che “il Signore guarda a chi è trascurato e scartato dal mondo. Lazzaro è l’unico personaggio, in tutte le parabole di Gesù, ad essere chiamato per nome. Il suo nome vuol dire: “Dio aiuta”. – ha commentato Francesco – Dio non lo dimentica, lo accoglierà nel banchetto del suo Regno, insieme ad Abramo, in una ricca comunione di affetti. L’uomo ricco, invece, nella parabola non ha neppure un nome; la sua vita cade dimenticata, perché chi vive per sé non fa la storia“.

“E un cristiano deve fare la storia! Deve uscire da sé stesso, per fare la storia! Ma chi vive per sé non fa la storia“: è questa la meditazione che la Chiesa ci invita a fare oggi, affinché non corriamo il rischio di cadere vittime della stessa “malattia dell’indifferenza, dell’egoismo, della mondanità” di cui soffriva lazzaro.

“C’è un altro particolare nella parabola, un contrasto. La vita opulenta di quest’uomo senza nome è descritta come ostentata: tutto in lui reclama bisogni e diritti. Anche da morto insiste per essere aiutato e pretende i suoi interessi. La povertà di Lazzaro, invece, si esprime con grande dignità: dalla sua bocca non escono lamenti, proteste o parole di disprezzo. – ha infine aggiunto Bergoglio – È un insegnamento valido: come servitori della parola di Gesù siamo chiamati a non ostentare apparenza e a non ricercare gloria; nemmeno possiamo essere tristi o lamentosi. Non siamo profeti di sventura che si compiacciono di scovare pericoli o de­viazioni; non gente che si trincera nei propri ambienti, emettendo giudizi amari sulla società, sulla Chiesa, su tutto e tutti, inquinando il mondo di negatività. Lo scetticismo lamentevole non appartiene a chi è familiare con la Parola di Dio“.

Rassegna vecchi articoli..

IL MERCOLEDI' DELLE CENERI

IL MERCOLEDI' DELLE CENERI

IL MERCOLEDI' DELLE CENERI

Questo “rito” è la celebrazione pubblica della penitenza: il rito che dà inizio alla Quaresima. La cenere richiama alla penitenza e ci ricorda la provvisorietà della vita terrena e la necessità di convertirsi per diventare migliori.Nel porre la cenere sulla testa il sacerdote dice: “Convertitevi e credete al Vangelo” - Queste sono parole che esprimono l’aspetto della Quaresima che invito alla penitenza...

Read more
Pasqua 2019 : Sri Lanka, gravissimi attentati di estremisti islamici...

Pasqua 2019 : Sri Lanka, gravissimi attentati di estremisti islamici...

Pasqua 2019 : Sri Lanka, gravissimi attentati di estremisti islamici...

E’ stata anche una strage di bambini Trecentocinquanta e più vittime in Sri Lanka quella di Pasqua è stata anche una strage di bambini e di adolescenti: mentre pregavano nelle chiese cattoliche devastate dagli uomini-bomba, mentre erano a Messa con le famiglie, mentre consumavano la colazione negli alberghi di lusso in una giornata di festa e di vacanza. Tra le 350 persone uccise negli attentati...

Read more
GIORNATA MISSIONARIA: LA DOMENICA DELLA CARITA’

GIORNATA MISSIONARIA: LA DOMENICA DELLA CARITA’

GIORNATA MISSIONARIA: LA DOMENICA DELLA CARITA’

Sentiamo cosa dice Papa Francesco «Ritengo pertanto opportuno richiamare le sapienti indicazioni dei miei Predecessori, i quali disposero che a questa Opera delle Missioni andassero destinate tutte le offerte che ogni diocesi, parrocchia, comunità religiosa, associazione e movimento ecclesiale, di ogni parte del mondo, potessero raccogliere per soccorrere le comunità cristiane bisognose di aiuti e...

Read more
Orario delle Sante Messe
Video Parrocchia
Gli Scout a Poggi Lazzaro
50 anni insieme