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MA QUALE SCOMUNICA!!!!!

SposiNon mi sono meravigliato tanto, perché è quasi sempre così: tanti “mezzi di comunicazione” non esclusa la Televisione, sono abituati a “travisare” l’insegnamento della Chiesa e del Papa, in modo particolare quello di Papa Francesco al quale si fanno dire tante cose che non ha mai detto e non ri riferiscono quello che realmente insegna! ... I telegiornale del giorno, di Rai 2, si è aperto con questa “strabiliante” notizia: “Il Papa toglie la scomunica ai divorziati risposati”! Meno male che, poi, Rai 1 è stato corretta: “Il Papa dice che i cristiani divorziati-risposati non sono scomunicati ma fanno sempre parte della Chiesa”. Chi l’ha mai detto e insegnato che essi sono “scomunicati”! Quello che ha detto mercoledì il Papa, è la “dottrina e l’insegnamento che non ha “niente di nuovo” e che è sempre stato “quello della Chiesa”!
Di seguito le parole precise del Papa.

Don Secondo

IL PAPA HA DETTO….

5 agosto 2015 Papa Francesco ha ripreso il ciclo di udienze del mercoledì sulla famiglia, affrontando subito il tema delicatissimo dei divorziati risposati. Forse deludendo qualcuno, non ha neppure citato il tema della loro eventuale ammissione all'eucarestia, ma ha ricordato come nel suo insegnamento la Chiesa inciti ad accoglierli nella comunità parrocchiale, salvaguardando insieme le ragioni della verità e quelle della misericordia. –
"Riprendiamo la nostra riflessione sulla famiglia - ha detto il Papa e, dopo aver parlato delle famiglie ferite dalla incomprensione tra i coniugi oggi vorrei fermare la nostra attenzione su un altra realtà: come prenderci cura di coloro che in seguito all'irreversibile fallimento del loro legame familiare hanno intrapreso una nuova unione".
"La Chiesa sa bene – ha precisato papa Francesco - che tale situazione contraddice il sacramento cristiano, tuttavia il suo sguardo di maestra attinge sempre a un cuore di madre, cerca sempre il bene e la salvezza delle persone".
"Ecco perché - ha rimarcato a questo punto il Papa - per amore della verità la Chiesa sente il bisogno di ben discernere le situazioni, come spiega Giovanni Paolo II nella 'Familiaris consortio', tra chi ha subito la separazione rispetto a chi la ha provocata, si vuole fare questo discernimento"”
"Non aggiungiamo altri pesi ai figli dei divorziati" - "Come potremmo raccomandare a questi genitori - si è chiesto il Papa a proposito delle coppie che hanno fallito il matrimonio sacramentale - di fare di tutto per educare i figli alla fede cristiana, con esempio di fede convinta e praticata, se li tenessimo lontano dalla vita della comunità, come se fossero scomunicati?".
Facciamo in modo, ha esortato, "di non aggiungere altri pesi oltre quelli che i figli già in questa situazione si trovano a dover portare, purtroppo il numero di questi bambini e ragazzi è davvero grande, è importante, che sentano la chiesa come madre attenta a tutti sempre disposta a incontro e ascolto".
"Se poi - ha commentato papa Francesco - guardiamo questi nuovi legami con gli occhi dei figli piccoli, e i piccoli guardano, se li guardiamo con gli occhi dei bambini, vediamo ancora di più l'urgenza di sviluppare nelle nostre comunità una accoglienza reale verso le persone che vivono tali situazioni, per questo è importante che lo stile della comunità, il suo linguaggio, i suoi atteggiamenti, siano sempre attenti alle persone, a partire dai piccoli: loro sono quelli che soffrono di più queste situazioni. -
Come potremmo raccomandare a questi genitori - si è chiesto papa Francesco- di fare di tutto per educare alla fede cristiana con esempi di fede convinta e praticata, se li tenessimo lontano dalla vita, come se fossero scomunicati?". Dopo aver esortato a non aggiungere altri pesi ai figli dei risposati, il Papa ha osservato che "purtroppo il numero di questi bambini e ragazzi è davvero grande, è importante, - ha rimarcato - che sentano la chiesa come madre attenta a tutti sempre disposta a incontro e ascolto". "In questi decenni - ha constato il Pontefice - la Chiesa non è stata insensibile, e grazie all'approfondimento dei pastori, guidato e confermato dai miei predecessori, è molto cresciuta la consapevolezza che è necessaria nuova attenzione" a queste situazioni. Papa Francesco ha quindi raccomandato una Chiesa "dalle porte aperte", in cui ci sia "posto per ciascuno" e ha ricordato che "tutti i cristiani sono chiamati a imitare il buon pastore, soprattutto collaborare con lui, prendendosi cura delle famiglie ferite, accompagnandoli nella vita di fede della comunità". "Ciascuno - ha esortato - faccia la sua parte assumendo l'atteggiamento del buon pastore che conosce ciascuna delle sue pecore e nessuna esclude dal suo amore".

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