Papa FrancescoAncora una presa di posizione importante di papa Francesco nell’udienza del mercoledì, nell’Aula Paolo VI. Ed è ancora il lavoro, e la dignità dell’uomo che esso produce al centro della riflessione pubblica di questo papa che non solo stupisce per la rivoluzione culturale e intellettuale che sta imponendo nella Chiesa cattolica, ma anche per il rigore col quale abbina messaggio evangelico, responsabilità politiche, umanità. E se il lavoro è “proprio della persona umana” ed “esprime la sua dignità”, se il “lavoro è sacro”, la “gestione del lavoro è una grande responsabilità umana e sociale”, che non si può lasciare “nelle mani di pochi” e neppure può essere “scaricata su un mercato divinizzato”. Già Giovanni Paolo II aveva annunciato una sorta di cambio dei paradigmi nella considerazione del lavoro nella Chiesa con l’enciclica “Laborem exercens”, fustigando il capitalismo che riduce l’umanità a macchina produttrice di profitti per pochi, e rende il lavoro una merce come le altre merci. Oggi, papa Francesco approfondisce in poche righe di testo la più grande questione dei nostri tempi: il lavoro che c’è, quello che cambia e quello che non c’è. Questione che si trasforma in dignità dell’uomo e atto di responsabilità politica. Francesco lo dice a suo modo, nel passaggio in cui dice di rallegrarsi quando vede “che i governanti fanno tanti sforzi per trovare posti di lavoro e per cercare che tutti abbiano un lavoro”. Passaggio che, uscendo dalla semplicità linguistica evangelica, si può tradurre in questo modo: il senso della politica e del governo è di costruire le basi per la piena occupazione. Chi non lo fa e lo dimentica, non solo priva di dignità milioni di uomini e di famiglie, ma “causa un grave danno sociale”. Se coloro che si definiscono cattolici (adulti o bambini, non importa) non rispondono quando governano a questa immensa missione, di creare lavoro per tutti, abbandonano sé stessi, e abbracciano la logica “del profitto”, aderendo a quella organizzazione del lavoro che “tiene in ostaggio” persone e famiglie, contribuendo a fare in modo che “la società umana lavori contro se stessa”.
A chi parla papa Francesco?
Non mi sono meravigliato tanto, perché è quasi sempre così: tanti “mezzi di comunicazione” non esclusa la Televisione, sono abituati a “travisare” l’insegnamento della Chiesa e del Papa, in modo particolare quello di Papa Francesco al quale si fanno dire tante cose che non ha mai detto e non ri riferiscono quello che realmente insegna! ... I telegiornale del giorno, di Rai 2, si è aperto con questa “strabiliante” notizia: “Il Papa toglie la scomunica ai divorziati risposati”! Meno male che, poi, Rai 1 è stato corretta: “Il Papa dice che i cristiani divorziati-risposati non sono scomunicati ma fanno sempre parte della Chiesa”. Chi l’ha mai detto e insegnato che essi sono “scomunicati”! Quello che ha detto mercoledì il Papa, è la “dottrina e l’insegnamento che non ha “niente di nuovo” e che è sempre stato “quello della Chiesa”!
Di seguito le parole precise del Papa.
Don Secondo
IL PAPA HA DETTO….
Leggi tutto...". . . voglio ricordare, questa carissima sorella dal volto buono, dagli occhi e dal sorriso amabili . . . ."
di Don Secondo Macelloni
Suor Cecilia MacelloniSinceramente provo molta difficoltà a scrivere che mia sorella Suor Cecilia è morta!!! Purtroppo è così, è vero!
Tuttavia“in questa pagina” devo e voglio parlare un poco di lei, pensando che farà piacere anche a voi che la conoscevate. E poi ne sento anche il bisogno!...
Tutte le settimane le mandavo Famiglia Parrocchiale e lei l’aspettava e la leggeva con gioia, perché si sentiva parte di questa “famiglia” che è la nostra Parrocchia, anche se soltanto per pochi giorni all’anno poteva essere tra noi….Quando veniva a Castelnuovo, diceva alle altre suore:”Vado a casa mia!”….
E lo diceva non solo perché per molti anni qui trovava il babbo e la mamma e me suo fratello a cui si aggiungevano sempre le sorelle, e così ci ritrovavamo tutti insieme, ma anche perché voleva bene a questo Paese e soprattutto voleva bene alle persone che negli anni aveva conosciuto…
Anche a nome delle altre due mie sorelle Suor Lucia e Rita e di tutti i Nipoti e Familiari, voglio ricordare, questa carissima sorella dal volto buono, dagli occhi e dal sorriso amabili, che davano gioia e serenità a chi la incontrava e più a chi la poteva conoscere.
Queste reali sensazioni le abbiamo provate tutti, non solo noi familiari e tante persone di Castelnuovo, ma anche ovunque Suor Cecilia è vissuta, anche molto lontano, soprattutto nel “milanese”, dove ha lavorato più a lungo, e in altre parti d’Italia dove è stata bravissima e appassionata Maestra di Scuola Materna a contatto con tanti bambini e con le loro famiglie. Lei aveva avvertito molto presto, da giovane ragazzina, la chiamata del Signore alla “vita religiosa” tra le Suore di Santa Marta, e aveva lasciato la famiglia quando io ero in Seminario e non ancora Sacerdote - La stessa strada, poi, la seguì la sorella Suor Lucia, mentre Rita, la più piccola, si sposò facendosi una bella famiglia. Il babbo e la mamma, erano sicuramente meravigliati dei loro figli, e furono molto felici: la loro famiglia, dai saldi principi cristiani, era cosi diventata, davvero, una bella “immagine” della Chiesa.
Leggi tutto...di Suor Alfonsina (*)
Al termine della Messa, Suor Alfonsina ha salutato la "bela tuseta de Milan!”
Carissima Suor Cecilia
Sono la tua consorella che ogni volta ne aveva l’occasione di passare dalla corsia, si fermava davanti alla porta della tua camera e ti salutava in dialetto milanese: “Ciao, bela tuseta de Milan!”.
Tu sorridevi compiaciuta perché eri felice di sentirti parlare di Milano, dove avevi trascorsi diversi anni, spendendo con amore le tue energie con i piccoli che ti erano stati affidati. Infatti, la prima volta, mi hai risposto così: “Davvero, se potessi volerei ancora a Milano, ma il Signore mi ha fermato qui!”
Dalla tua bocca, però, non è uscito un lamento e un rammarico, per quanto fosse grande la tua sofferenza.
Ora, carissima, che hai raggiunto finalmente il Dio che tanto hai amato e hai insegnato ad amare a quanti ti erano affidati; ora che sei andata ad abbellire i giardini del Cielo e dove, sono certa, già godi la pace dei giusti, ricordati di tutti noi; volgi lo sguardo di particolare tenerezza al tuo amato fratello don Secondo, alle tue sorelle Suor Lucia e Rita e su tutti i tuoi cari.
Prima di lasciarci, ti ringrazio ancora, Suor Cecilia, per averci lasciato come tua preziosa testimonianza, l’accettazione della sofferenza, vissuta con tanta serenità.
Ciao, Suor Cecilia! Prega per tutte noi! Grazie di cuore.
Suor Alfonsina
Querceto 7 Luglio 2015
(*) Suora della casa per suore di Santa Marta a Querceto di Sesto Fiorentino
Sentiamo cosa dice Papa Francesco «Ritengo pertanto opportuno richiamare le sapienti indicazioni dei miei Predecessori, i quali disposero che a questa Opera delle Missioni andassero destinate tutte le offerte che ogni diocesi, parrocchia, comunità religiosa, associazione e movimento ecclesiale, di ogni parte del mondo, potessero raccogliere per soccorrere le comunità cristiane bisognose di aiuti e...
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“Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv 14,21) Nell’ultimo discorso di Gesù, l’amore è al centro: l’amore del Padre per il Figlio, l’amore per Gesù che è osservanza dei suoi comandamenti.Coloro che ascoltavano Gesù non facevano fatica a riconoscere nelle sue parole un’eco dei Libri sapienziali: “l’amore è osservanza delle sue leggi” e “facilmente è contemplata...
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