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PER QUALI MOTIVI NOI ITALIANI NON DOVREMMO FESTEGGIARE IL NATALE NEI LUOGHI PUBBLICI?

2016PresepioVivente


Anche quest’anno, con l’avvicinarsi delle feste natalizie, è tornata la polemica sui presepi nei luoghi pubblici, soprattutto nelle scuole. Si sono verificati molti casi di sospensione di questa tradizione, ove fosse ancora presente, insieme con la sospensione di canti religiosi ispirati alla Natività.

Non è il caso di stupirci tanto che la lotta contro tutto ciò che sa di religioso, soprattutto di Religione Cattolica, si fermasse di fronte alle statuine di un Presepio! La società attuale ha preso da tempo un atteggiamento di lotta contro la religione, non solo cercando di impedirle ogni pubblica manifestazione e presenza, ma creando un mondo in cui Dio sia difficile da trovare e soprattutto da “vedere”.


La presenza di persone di altre religioni che rimarrebbero offese dalle manifestazioni del Natale, é quasi sempre un pretesto di alcuni che conosciamo bene da tempo: Mi domando sinceramente perché ci si ostina a contrapporre il Natale, o più in generale le feste cristiane, alle altre religioni. Perché, in altri termini, l’una debba escludere l’altra.
E per quale motivo, la celebrazione della nascita di Cristo dovrebbe offendere chi non crede in lui o non crede affatto. Al massimo, una festa religiosa (di un’altra religione) dovrebbe lasciare indifferente.......
Ma ecco che spuntano le solite ragioni “laiciste”,e ideologie politiche che iniziano a porre in dubbio il diritto della maggioranza degli italiani di festeggiarlo e di rinnovare la propria identità cristiana, con la “scusa” che altrimenti si offende chi non è cristiano e chi non festeggia. Ammesso che sia anche così, dove starebbe il problema?
Chi si sente offeso, non partecipa. Se ne resta in disparte. Così, semplicemente e con rispetto! ...... Per quale motivo, gli altri, che poi sarebbero la maggioranza, dovrebbero rinunciarvi? Per quale assurda logica, in una scuola, gli alunni non dovrebbero celebrare una festa della loro tradizione, che li distingue come popolo, come identità e cultura, in nome di vecchie e stantie ideologie o di un supposto quanto artificioso laicismo ?
Chi sceglie di venire in Italia, musulmano, ebreo o buddista che sia, è pienamente consapevole che si troverà in una società e in una cultura, e di fronte a una fede e a tradizioni diverse dalle proprie. Sarebbe dunque opportuno e ottimale che l’immigrato imparasse, magari, a farle proprie, senza per sentirsi pienamente parte della società in cui ha scelto di vivere. E’ da questa regola, che nasce l’integrazione e la pacifica convivenza fra le diverse culture e religioni.
PER QUANTO RIGUARDA CERTI.... INSEGNANTI
Tutti costoro dovrebbero, spiegare ai bambini e agli alunni perché per 15 giorni non ci si reca più a scuola, cioè far comprendere perché è vacanza e perché lo è per tutti, anche per chi non crede o crede in qualcos’altro.
E POI: nella qualità di insegnanti dovrebbero anche spiegare ai propri giovani perché si chiama Natale, e cioè che si tratta dei festeggiamenti legati alla nascita di Qualcuno di nome GESU’ CRISTO Don Secondo

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