PARROCCHIA SS. SALVATORE

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LA STORIA E’ MAESTRA DI VITA

chiesa castelnuovo ante 1970L’ho sempre sentito dire che la storia, nel bene e nel male, è maestra di vita, ed è per questo che da un po’ di tempo ho preso a parlare (e continuerò a farlo ancora per molto tempo) della “storia della nostra Parrocchia e della nostra chiesa”, dal 1969 ad oggi, la “Storia di un Paese che Unito, restaurò e quasi rifece la sua chiesa”..
Ormai gli avvenimenti di tutti questi anni sono diventati vera “storia”. Proprio perché la “storia è maestra di vita” a scuola ce la fanno studiare sempre, di anno in anno.
Da tanto tempo, insieme ai problemi e ai fatti attuali, sento il bisogno di raccontarvi di come erano nel passato le cose nella nostra Parrocchia, perché nessuno oramai si meraviglia più delle ”cose belle” che abbiamo, e tutto ci sembra “normale”. Infatti quasi tutti le hanno sempre viste così e quelli che potrebbero ricordare com’erano prima o non ci sono più, o non se lo ricordano o pensano che non sia utile ricordare il passato, visto che è così difficile il presente!
Tra moltissime foto che possiedo, di tutti i generi, questa è l’unica che ritrae un particolare della nostra chiesa, prima di cominciare i lavori nel 1970: si vede poco, ma la pubblico.


PROBABILMENTE E’ L’UNICA FOTO RIMASTA DELLA NOSTRA CHIESTA COME ERA NEL 1970

Anche se si vede poco, la foto CHE OSSERVI NELLA SECONDA PAGINA, ritrae la chiesa prima che fossero iniziati i lavori nel 1970, quando le panche non c’erano più perché erano state portate in Borgo e in San Rocco.


Si può intravedere, accanto al primo arco. una parte della “cantoria” prima che venisse sfatto il vecchio Organo, e, proprio sotto il primo “arco” si intravede un “ponteggio” di tubi di ferro che lo “sorregge”.
Infatti da non so da quanto tempo era avvenuto un “cedimento” di tutta la facciata della chiesa e nel primo “arco” (di qua e di là) si era prodotta una grossa spaccatura (una crepa), tale da mettere a rischio la stabilità e la sicurezza dell’edificio. Il problema era molto serio e qui è impossibile descrivere tutto quello che fu pensato e fatto.
Per mettere in sicurezza l’intera chiesa furono fatti sondaggi per vedere com’erano le fondamenta della facciata, furono messe poi delle “catene in acciaio” (visibili ancora) che “ancorassero” la facciata alla parte posteriore della chiesa, e prima di rifare il tetto la chiesa fu alzata di circa un metro costruendo un “cordolo” di cimento armato che la “legasse“ tutta mettendola in sicurezza: questo provvedimento riguardò sia la “navata” centrale come le “navate” laterali. Fu un lavoro impegnativo, ma necessario, che i Tecnici studiarono a lungo prima che venisse attuato.

Don Secondo

Fonte: Famiglia Parrocchiale Nr. 2542