“I
cristiani non debbono vivere “con orgoglio e presunzione,ma sulla scia diGesu’,
hanno il compito di smascherare l'inganno del potere usando le armi della fede, cioe'
la preghiera, l'ascolto della Parola di Dio e la penitenza". "La
Quaresima e' un tempo di agonismo spirituale come un lungo
'ritiro' durante il quale rientrare
in se stessi e ascoltare la voce di Dio per vincere le tentazioni del Maligno”
La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera.
Testo completo dell’enciclica CARITAS IN VERITATE
CASTELNUOVO DI MONTAGNA . . ieri
Volontà e fatica di ripartire . . oggi
COM’E’ CASTELNUOVO? Capoluogo di Comune, situato ai margini della provincia di Pisa e più vicino a Siena e a Grosseto che a Pisa, anticamente era chiamato “Castelnuovo di Montagna”.
L’attuale nome è abbastanza “generico”, mentre il primo era più caratteristico e ,forse, più vero, anche se Castelnuovo non è proprio “in vera montagna”.
Tuttavia arrivandovi, o da nord o da sud, si ha proprio l’impressione che il “nome antico” fosse più vero. Castelnuovo di Val di Cecina è situato a m.570 s.l.m., ma la parte più nuova si trova già a m.600-650, e il monte che sovrasta da vicino il paese, chiamato “Aia dei diavoli” è a 875 m. s.l.m.
Il paese presenta due volti. Il primo è “quello antico” consistente in un bellissimo Borgo medievale “arrampicato” su uno sperone roccioso di arenaria e dominato dalla vetta del campanile della chiesa del SS. Salvatore; e il secondo, “quello moderno”, molto esteso e difficilmente visibile nell’insieme.
Il borgo, abbandonato nel tempo dai suoi originari abitanti, recentemente è stato ristrutturato e oggi è popolato per molto tempo dell’anno, dai “nuovi Borghigiani” che fuggono dal chiasso dei grandi centri urbani, in cerca di tranquillità. D’inverno si respira proprio “aria di montagna” e la neve lo “imbianca” varie volte, ma la popolazione “è al caldo” perché il paese, per primo nella zona, ha potuto usufruire di un impianto di “teleriscaldamento”, sfruttando proprio il calore dei suoi “soffioni”! D’estate Castelnuovo si presenta, accogliente e riposante, con estesi giardini pubblici e in mezzo ad una ridente vegetazione, con la possibilità di belle escursioni tra ampie distese di castagni.
Questo è il paesaggio dove vive una popolazione che ha vissuto e prosperato sulle ricchezze della geotermia, ma che da tempo, risente di una seria crisi occupazionale.
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di Antonio Socci - pubblicato da Libero il 6 gernnaio 2010
Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale.
C`è una sola `malattia`, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l`umanità intera e non ha cure possibili. Non è l`Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita.
Discorso di Benedetto XVI alla grande Sinagoga di Roma
Cari amici e fratelli,
1. All`inizio dell`incontro nel Tempio Maggiore degli Ebrei di Roma, i Salmi che abbiamo
ascoltato ci suggeriscono l`atteggiamento spirituale più autentico per vivere questo particolare e
lieto momento di grazia: la lode al Signore, che ha fatto grandi cose per noi, ci ha qui raccolti con il
suo Hèsed, l`amore misericordioso, e il ringraziamento per averci fatto il dono di ritrovarci assieme a
rendere più saldi i legami che ci uniscono e continuare a percorrere la strada della riconciliazione e
della fraternità. Desidero esprimere innanzitutto viva gratitudine a Lei, Rabbino Capo, Dottor
Riccardo Di Segni, per l`invito rivoltomi e per le significative parole che mi ha indirizzato. Ringrazio
poi i Presidenti dell`Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Avvocato Renzo Gattegna, e della
Comunità Ebraica di Roma, Signor Riccardo Pacifici, per le espressioni cortesi che hanno voluto
rivolgermi.
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO
1. In occasione dell`inizio del Nuovo Anno, desidero rivolgere i più fervidi auguri di pace a tutte le comunità cristiane, ai responsabili delle Nazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà del mondo intero. Per questa XLIII Giornata Mondiale della Pace ho scelto il tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l`inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» [1] e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell`umanità. Se, infatti, a causa della crudeltà dell`uomo sull`uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull`autentico sviluppo umano integrale - guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani -, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza - se non addirittura dall`abuso - nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l`umanità rinnovi e rafforzi «quell`alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell`amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino» [2].
Lettera di don Juliàn Carròn al Corriere della Sera
Caro Direttore, c`è una frase di Dostoevskij che mi accompagna in questi tempi, dovendo parlare del cristianesimo alle persone più diverse in Italia e all`estero: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?».Questa domanda suona come una sfida a ciascuno di noi. E` precisamente dalla risposta ad essa che dipende la possibilità di successo della fede oggi. In un discorso del 1996, l`allora cardinale Ratzinger rispose che la fede può sperare questo «perché essa trova corrispondenza nella natura dell`uomo. Nell`uomo vi è un`inestinguibile aspirazione nostalgica verso l`infinito».
E` ufficiale. L`episcopato portoghese ha annunciato che nel maggio 2010 Benedetto XVI andrà a Fatima. Possiamo precederlo e accompagnarlo con la preghiera%3B possiamo informarci, se non lo si sa o si conosce poco, su ciò che nel 1917 la Santa Vergine ha detto ai tre bambini di Fatima e in seguito a Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato.
Possiamo anche sognare. E` lecito immaginare che a Fatima Benedetto XVI possa, a suo modo, sorprendere coloro che trovano il suo ecumenismo troppo timoroso, poiché privo di ogni utopia relativista. Nei confronti dei vescovi scismatici di Oriente il Papa potrà compiere un atto ecumenico audace, inatteso, di grande levatura: invitarli a unirsi ai vescovi della Chiesa romana in una consacrazione solenne della Russia alla Santa Vergine.
I vostri resoconti hanno ripetutamente affrontato questa situazione di assedio alla famiglia, con la vita che esce sconfitta da numerose battaglie%85
Mentre la Chiesa %85non si stanca di insegnare che la famiglia ha il proprio fondamento nel matrimonio e nel piano di Dio, la coscienza diffusa nel mondo secolarizzato vive nell`incertezza più profonda e tale riguardo, soprattutto da quando le società occidentali hanno legalizzato il divorzio.
L`unico fondamento riconosciuto sembra essere il sentimento, o la soggettività individuale, che si esprime nella volontà di convivere.
Parrocchia SS. Salvatore - Castelnuovo VC (Pisa)INNO ALLA V ITA
INNO ALLA VITA Maria Teresa di Calcutta
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, donala.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.v
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
Non seppi dirti quant'io t'amo,
Dio nel quale credo, Dio che sei
la vita vivente, e quella già vissuta
e quella ch'è da viver più oltre:
oltre i confini dei mondi,
e dove non esiste il tempo.
”Non seppi” - ma a Te nulla occulto resta
di ciò che tace nel profondo.
Ogni atto di vita, in me, fu amore.
Ed io credetti fosse per l'uomo,
o l'opera, o la patria terrena,
o i nati dal mio saldo ceppo,
o i fior, le piante, i frutti che dal sole
hanno sostanza, nutrimento e luce;
ma fu amore di Te, che in ogni cosa
e creatura sei presente.
Ed ora che ad uno ad uno
caddero al mio fianco
i compagni di strada,
e più sommesse si fan le voci della terra,
il tuo volto rifulge di splendor più forte,
e la tua voce è cantico di gloria.
Or - Dio che sempre amai –
t'amo sapendo d'amarti;
e l'ineffabile certezza
che tutto fu giustizia, anche il dolore,
tutto fu bene, anche il mio male,
tutto per me Tu fosti e sei,
mi fa tremante
d'una gioia più grande della morte.
Resta con me, poi che la sera scende
sulla mia casa con misericordia
d'ombra e di stelle.
Ch'io ti porga, al desco umile,
il poco pane e l'acqua pura
della mia povertà.
Resta Tu solo accanto a me tua serva;
e, nel silenzio degli esseri,
il mio cuore oda Te solo.