“Non è forse di Dio che l'uomo di tutti i tempi ha
fame e sete anche senza saperlo? ... ne ha bisogno
l'uomo contemporaneo sotto tutte le latitudini e in qualunque condizione
sociale e culturale ...
Tra le tante verità di fede avvolte fra le nubi nere del relativismo e dello scetticismo, spicca per
la pervicacia della negazione e per la sua (quasi) universalità, quella circa l’esistenza
dell’inferno, con al suo interno gli angeli ribelli e tutti gli uomini morti in opposizione a Dio, cioè
in “peccato mortale”.
La Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, la Tradizione e il Magistero della Chiesa sono
assolutamente unanimi su questo punto di dottrina, insegnato chiaramente da Cristo e dagli
Apostoli. Da dove viene allora il suo rifiuto, che è quasi diventato l’emblema di quel
cattolicesimo di rottura che ha prevalso dopo il Vaticano II? Sicuramente dall’idea tutta
moderna, e invero satanica, della parità uomo-Dio, dell’uguaglianza assiologia tra coscienza
umana e Legge Divina e dal parallelo rifiuto del concetto di peccato come offesa a Dio e causa
di punizione.
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Dobbiamo ``dare il primo posto a cio` che effettivamente e` piu` importante nella vita, vale a dire l`ascolto della Parola del Signore``. Lo ricorda Benedetto XVI commentando a Castelgandolfo il Vangelo di questa domenica, con il ``celebre episodio`` della visita di Gesu` a casa delle sorelle di Lazzaro Marta e Maria, con quest`ultima che ``si mette a sedere ai suoi piedi e lo ascolta, mentre Marta e` tutta presa dai molti servizi, dovuti certamente all`ospite eccezionale``. E, introducendo la preghiera dell`Angelus, il Papa ricostruisce la scena: ``una sorella che si muove indaffarata, e l`altra come rapita dalla presenza del Maestro e dalle sue parole. Dopo un po` Marta, evidentemente risentita, non resiste piu` e protesta, vorrebbe addirittura insegnare al Maestro``. Ma, ricorda Ratzinger, ``Gesu`, con grande calma e affetto, risponde: `ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c`e` bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sara` tolta```. ``La parola di Cristo - spiega il Pontefice - e` chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, ne` tanto meno per la generosa ospitalita`%3B ma un richiamo netto al fatto che l`unica cosa veramente necessaria e` un`altra: ascoltare la Parola del Signore%3B e il Signore in quel momento e` li`, presente nella Persona di Gesu`. Tutto il resto passera` e ci sara` tolto, ma la Parola di Dio e` eterna e da` senso al nostro agire quotidiano``. ``Senza amore, anche le attivita` piu` importanti - scandisce - perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato``. ``E chi - si chiede il Papa - ci da` l`Amore e la Verita`, se non Gesu` Cristo? Impariamo dunque - esorta - ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che e` e sara` sempre il nostro bene piu` grande``. ``Cari amici - sottolinea poi Benedetto XVI che nella residenza estiva sta trascorrendo alcuni giorni di riposo - questa pagina di Vangelo e` quanto mai intonata al tempo delle ferie``, che sono un ``momento favorevole`` per riflettere su se stessi, perche` ``richiama il fatto che la persona umana deve si` lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che e` luce interiore di Amore e di Verita```.
Tutti hanno sentito parlare delle famose apparizioni della Madonna avvenute a Fatima nel 1917 e del Terzo segreto di Fatima, ma pochi conoscono o ricordano i dettagli che ci interessano qui in questo sito. Ecco, dunque, tutto ciò che è necessario sapere. Secondo il racconto di tre giovani pastorelli portoghesi - Lucia dos Santos e i suoi due cuginetti Francesco e Giacinta Marto - fra il 13 aprile e il 13 ottobre del 1917 la Madonna sarebbe apparsa in Portogallo in località Cova da Iria, nella diocesi di Fatima, in sei distinte occasioni, rivelando nella terza tre importanti segreti.
I più piccoli fra i tre veggenti, i fratelli Francesco e Giacinta, morirono rispettivamente nel 1919 e nel 1920. Noi conosciamo quel che accadde dai testimoni presenti e dal racconto scritto di Lucia, che abbracciò poi la vita claustrale e che, tra il 1935 e il 1941, su ordine del monsignor José Alves Correia da Silva, redasse alcune memorie degli avvenimenti e rivelò i primi due segreti. Ecco di seguito un`interessantissima sintesi di ciò che accadde secondo il racconto di Lucia.
VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITA` BENEDETTO XVI IN PORTOGALLO NEL 10° ANNIVERSARIO DELLA BEATIFICAZIONE DI GIACINTA E FRANCESCO
Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una
fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente
in questo mondo ed aprire agli uomini l`accesso a Dio.
[%85] lasciamoci attrarre dai misteri di Cristo, i misteri del Rosario di Maria. La recita del
rosario ci consente di fissare il nostro sguardo e il nostro cuore in Gesù, come faceva sua
Madre, modello insuperabile della contemplazione del Figlio.
Si ritorna a parlare di preti pedofili, con voci e accuse che si riferiscono insistentemente alla Germania e tentativi di coinvolgimento di persone vicine al Papa, e credo che anche la sociologia abbia molto da dire e che non debba tacere per il timore di scontentare qualcuno. La discussione attuale sui preti pedofili - considerata dal punto di vista del sociologo - rappresenta un esempio tipico di «panico morale». Il concetto è nato negli anni 1970 per spiegare come alcuni problemi siano oggetto di una «ipercostruzione sociale».
Più precisamente, i «panici morali» sono stati definiti come problemi socialmente costruiti, e caratterizzati da una amplificazione sistematica dei dati reali, sia nella rappresentazione mediatica sia nella discussione politica. Altre due caratteristiche sono state citate come tipiche dei «panici morali». In primo luogo, problemi sociali che esistono da decenni sono ricostruiti nelle narrative mediatiche e politiche come «nuovi», o come oggetto di una presunta e drammatica crescita recente. In secondo luogo, la loro incidenza è esagerata da statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all`altro e possono ispirare campagne mediatiche persistenti.
di Antonio Socci - pubblicato da Libero il 6 gernnaio 2010
Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale.
C`è una sola `malattia`, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l`umanità intera e non ha cure possibili. Non è l`Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita.
Discorso di Benedetto XVI alla grande Sinagoga di Roma
Cari amici e fratelli,
1. All`inizio dell`incontro nel Tempio Maggiore degli Ebrei di Roma, i Salmi che abbiamo
ascoltato ci suggeriscono l`atteggiamento spirituale più autentico per vivere questo particolare e
lieto momento di grazia: la lode al Signore, che ha fatto grandi cose per noi, ci ha qui raccolti con il
suo Hèsed, l`amore misericordioso, e il ringraziamento per averci fatto il dono di ritrovarci assieme a
rendere più saldi i legami che ci uniscono e continuare a percorrere la strada della riconciliazione e
della fraternità. Desidero esprimere innanzitutto viva gratitudine a Lei, Rabbino Capo, Dottor
Riccardo Di Segni, per l`invito rivoltomi e per le significative parole che mi ha indirizzato. Ringrazio
poi i Presidenti dell`Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Avvocato Renzo Gattegna, e della
Comunità Ebraica di Roma, Signor Riccardo Pacifici, per le espressioni cortesi che hanno voluto
rivolgermi.
Parrocchia SS. Salvatore - Castelnuovo VC (Pisa)INNO ALLA V ITA
INNO ALLA VITA Maria Teresa di Calcutta
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, donala.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.v
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
Non seppi dirti quant'io t'amo,
Dio nel quale credo, Dio che sei
la vita vivente, e quella già vissuta
e quella ch'è da viver più oltre:
oltre i confini dei mondi,
e dove non esiste il tempo.
”Non seppi” - ma a Te nulla occulto resta
di ciò che tace nel profondo.
Ogni atto di vita, in me, fu amore.
Ed io credetti fosse per l'uomo,
o l'opera, o la patria terrena,
o i nati dal mio saldo ceppo,
o i fior, le piante, i frutti che dal sole
hanno sostanza, nutrimento e luce;
ma fu amore di Te, che in ogni cosa
e creatura sei presente.
Ed ora che ad uno ad uno
caddero al mio fianco
i compagni di strada,
e più sommesse si fan le voci della terra,
il tuo volto rifulge di splendor più forte,
e la tua voce è cantico di gloria.
Or - Dio che sempre amai –
t'amo sapendo d'amarti;
e l'ineffabile certezza
che tutto fu giustizia, anche il dolore,
tutto fu bene, anche il mio male,
tutto per me Tu fosti e sei,
mi fa tremante
d'una gioia più grande della morte.
Resta con me, poi che la sera scende
sulla mia casa con misericordia
d'ombra e di stelle.
Ch'io ti porga, al desco umile,
il poco pane e l'acqua pura
della mia povertà.
Resta Tu solo accanto a me tua serva;
e, nel silenzio degli esseri,
il mio cuore oda Te solo.